Il ponte del Primo Maggio 2013 in Sardegna

La Sardegna è la regione più atipica in cui soggiornare per il ponte del primo Maggio nel 2013.


Il 2013 per la Sardegna durante il mese di Maggio è, infatti, il mese in cui questa regione produce il massimo per gli amanti della buona cucina e del dolce relax.

I dolci di Maggio in Sardegna sono una prelibatezza, forse non tutti conoscono:
Gueffus: o sospiri, palline morbide di pasta di mandorle con un goccio di liquore e zucchero, confezionate in carta colorata.
Mustazzolus: antichi dolci sardi a lunga lievitazione e dalla caratteristica forma romboidale.
Amaretti: il classico biscotto tenero a base di mandorle dolci e amare, albume e zucchero.
Torrone: è il dolce per eccellenza della tradizione sarda. Lo troviamo in vendita in tutte le sagre paesane, è preparato con ingredienti semplici: mandorle, miele, albume. Preferite quello fatto con il miele sardo: tenero a duro a seconda dei gusti, si trova anche alle noci, alle nocciole, ai pistacchi, al mirto. Il torrone più rinomato è quello di Tonara.

Della torta di ricotta esistono diverse versioni: questa è quella della Sardegna. Per sei persone occorrono: 600 gr di ricotta mista, 150 gr di zucchero, 3 uova, una bustina di zafferano.

In un recipiente lavorate a crema la ricotta con 75 gr di zucchero e lo zafferano. Con gli altri 75 gr di zucchero lavorate i tuorli. Gli albumi, invece, li monterete a neve ferma con un pizzico di sale. Quindi prendete la crema di ricotta e unitevi prima i tuorli e poi gli albumi mescolando dal basso verso l’alto. Versate il composto in una tortiera imburrata ed infarinata e cuocete in forno a 180 gradi per tre quarti d’ora e comunque fino a quando non sarà ben dorata.

E per concludere parliamo del cuscus di Carloforte che ha origini storiche certe. Carloforte è la cittadina costruita sull'isola di San Pietro; un centro che discende da una colonia di liguri, precisamente di Pegli che nel 1400 vennero catturati dai saraceni e deportati a Tabarka in Tunisia, dove rimasero per tre secoli; all'inizio del 1700 l'intervento di Carlo Emanuele III di Savoia re di Sardegna ottenne il loro trasferimento sull'isola che allora era disabitata.
Vi costruirono la città che chiamarono Carloforte in onore del sovrano. Ancora oggi gli abitanti di questo centro parlano il dialetto genovese dei loro antenati. Dal lungo soggiorno in Africa hanno riportato alcune tradizioni culinarie. Usano infatti preparare un tipo particolare di cuscus che si chiama cascà, insaporito soltanto di legumi senza la carne di montone o di pollo, tipica dei cuscus tunisini e nemmeno del pesce, come si usa invece nel cuscusu trapanese.

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